Meno obblighi alle mini-imprese

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Niente contabilità obbligatoria per le micro imprese. E quanto chiede il Parlamento europeo che ieri ha approvato con 445 voti a favore, 196 contrari e 21 astenuti una proposta di revisione della direttiva sulle norme contabili.
L'idea è di ridurre gli oneri amministrativi che attualmente non fanno distinzione tra grandi, medie e piccole realtà perche le complesse regole in materia di informativa finanziaria, nel tempo, si sono rivelate sproporzionate rispetto alle specifiche esigenze contabili, costose e un ostacolo all'uso efficiente delle risorse ai fini produttivi.
Sono più di 7,2 milioni le imprese soggette a regole di informativa finanziaria in base alle direttive contabili della Ue, di queste 5,4 milioni sono “microentità??, tra cui - si legge nel comunicato stampa del parlamento comunitario - ci sono fornai e fiorai. Con “microentità?? si intendono le aziende che si mantengono al di sotto di due dei seguenti limiti: un bilancio totale inferiore ai 500 mila euro, un fatturato totale netto inferiore al milione di euro, una media di dieci dipendenti nel corso dell'esercizio.
Secondo il Parlamento comunitario sono i singoli Stati che devono stabilire una comunicazione minima a cui assoggettare queste realtà, anche in base alla loro numerosità sul territorio. Le microimprese, infatti, raramente hanno un raggio d'azione che fuoriesce dai confini regionali, e a maggior ragione nazionali. Non è, quindi, giustificato un intervento normativo centrale.
Dopo il sì del Parlamento la parola passa al Consiglio europeo, dove però - almeno fino a oggi - la maggioranza non si è dimostrata favorevole a questa iniziativa. Dati i tempi lunghi e il cammino a ostacoli è difficile pensare che questa proposta possa vedere la luce in breve tempo. Le numerose micro-imprese italiane dovranno perciò aspettare prima di festeggiare l'arrivo della semplificazione contabile. Ma almeno adesso possono sperare.